Berceto e la sua storia

Tratto da “Borghi Autentici d’Italia”

Comune di Berceto (Pr)

Il Borgo Autentico di Berceto, in Emilia-Romagna, è meta turistica di amanti della natura, della storia e del buon cibo, grazie alla particolarità del suo clima mite, alla vicinanza della storica Via Francigena e alla sua posizione strategica, che permette di raggiungere facilmente la costa tirrenica o ligure, in poco più di mezz’ora.

  • Provincia:Parma
  • Altitudine:808 m slm
  • Coordinate GPS:44°31′0″N 9°59′0″E

La storia

Berceto è il paese simbolo della via Francigena o via Romea di Monte Bardone, non solo perchè la sua storia è strettamente legata all’antica via dei pellegrini, ma soprattutto perchè, grazie alla sua posizione strategica, ha visto passare sul suo territorio tutta la storia d’Europa, dal medioevo ai giorni nostri.

La sua nascita si colloca, secondo le fonti più attendibili, nel VIII secolo quando, come racconta lo storico Paolo Diacono, il re longobardo Liutprando fece costruire in questa vallata “monasterium quod Bercetum dicitur”, attorno al quale sorse e si espanse la comunità locale. Il primo abate del monastero fu nominato nel 718, si trattava di un illustre pellegrino, Moderanno Vescovo di Rannes, fu santificato dopo la sua morte e da allora è rimasto per sempre il patrono di Berceto.

Dopo la fondazione longobarda dell’abbazia che fece di Berceto un importante presidio religioso ed economico, nel 879, con il diploma di Carlomanno, il paese passò sotto il vescovo di Parma, per divenire in seguito nel corso del XII secolo proprietà del Comune stesso. Nel 1308, durante le lotte tra guelfi e ghibellini, il paese fu disputato tra le più importanti famiglie bercetesi: i Rossi e i Lupi. Dopo vari passaggi, il feudo pervenne completamente alla famiglia dei Rossi che lo mantenne fino al 1666, quando passò ai Farnese. Il destino del paese seguì poi le sorti del Ducato di Parma.

Il borgo visse un momento di particolare splendore sotto il dominio dei Conti Rossi, quello del magnifico Pier Maria, al quale vanno ricollegati i fasti del castello, e quello del Conte Bertrando, a cui va annoverato il merito del primo importante restauro dell’antica chiesa di S. Moderanno.

È infine importante ricordare che Berceto ha dato i natali a tre grandi missionari saveriani: Giovanni Bonardi, Eugenio Pellerzi e Luigi Calza, che operarono tra l’altro, anche in Asia. Nell’immenso “continente” cinese, agli inizi del Novecento, i Saveriani si stabilirono precisamente a Zhengzhou, nella regione dell’Henan, dove tutto era da costruire e con esigue certezze di riuscita. In particolare, Padre Calza partì per quello sconfinato territorio, nel gennaio 1904 e la sua attività di missionario fu instancabile sino alla morte. Oltre per l’importante evangelizzazione, il missionario – consacrato vescovo nel Duomo di Parma, nel 1912 – si rese benemerito per le opere sociali e sanitarie, costruendo scuole e orfanotrofi, ma soprattutto, un ospedale.

 Il Borgo di Berceto

Berceto è un caratteristico paese dell’Appennino parmense che conserva, oltre al prezioso duomo romanico, incantevoli scorci che testimoniano la sua lunga vicenda storica.

Per il clima mite e per essere a poco più di mezz’ora dalla costa tirrenica ligure, il piccolo Borgo Autentico è principalmente frequentato durante il periodo estivo, anche se non mancano ottimi motivi per recarvisi durante gli altri periodi dell’anno, come in quello autunnale, dove la cucina tradizionale riveste il ruolo di protagonista.

Berceto, definito “piccolo gioiello di pietra”, sorge sull’Appennino parmense: un borgo a 808 metri di altitudine immerso nella verde vallata del torrente Manubiola. Le origini e l’evoluzione dell’abitato di Berceto, sono state determinate dalla posizione geografica che consentiva di controllare i traffici su una della più importanti vie di comunicazione dell’epoca medievale: la Strada Romea o Via Francigena.

Il Comune di Berceto comprende un territorio piuttosto ampio dell’Appennino compreso tra la Val Taro e la Val Baganza, delimitato a sud dal confine provinciale che lambisce il Passo della Cisa e a nord dal Comune di Terenzo.

 Da vedere

Sulla via dei pellegrini, attrezzata per assistere quanti dal Nord scendevano verso Roma, Berceto rappresentava uno dei punti fondamentali, perché posto prima del Passo della Cisa, dove la strada si apriva alla Lunigiana. Ultima tappa della strada Romea prima del valico appenninico, Berceto assolse con dignità il compito di “centro di accoglienza”, come si direbbe oggi, con edifici raccolti intorno all’abbazia benedettina fondata nel VIII secolo dai longobardi.

Il Duomo di Berceto è ancora oggi un prezioso gioiello di architettura, in cui si integrano armoniosamente diversi periodi artistici: quello longobardo risalente alla sua fondazione; quello romanico, che ne caratterizza gli stilemi prevalenti; quello rinascimentale legato all’intervento di Bertrando Rossi.

Il Duomo, posto proprio al centro del percorso urbano della strada Francigena, colpisce il visitatore per la sua austera imponenza e denota chiaramente tutto il prestigio che questo paese ha avuto nei secoli. Nella cappella di S. Apollonia, attigua al Duomo, è stato raccolto il prezioso tesoro di arredi e oggetti liturgici della chiesa. Dietro l’abside del Duomo si trova la pittoresca Piazza San Giovanni, detta dei “Canoni” dai bercetesi che, un tempo, si recavano quotidianamente alla fonte per rifornirsi di acqua da bere.

Altro elemento che arricchisce la storia e l’architettura bercetese è il suo Castello, un imponente costruzione che risale al 1221, causa per lungo tempo di numerose contese per il suo dominio. Oggi l’area del castello è stata trasformata in parco archeologico, visitabile e fruibile grazie a una serie di percorsi interni. Gli ultimi scavi hanno messo in luce le fondamenta di ben quattro rocche antichissime e precedenti a quella del Duecento.

Tutte le frazioni del Comune di Berceto presentano elementi architettonici di rilievo.

Ad esempio la frazione di Pietramogolana, dalla cima di uno scoglio roccioso che si erge al fianco del Taro, è famosa per la sua antica fortezza, di cui oggi rimane solo una torre diroccata sul colle e la chiesa di S. Giovanni. Nel centro abitato della frazione Ghiare di Berceto, situata all’altezza della confluenza tra i torrenti Manubiola e Taro, spicca il cementificio Marchino, esempio di architettura industriale della fine dell’Ottocento. L’isolata località di Casacca affascina i suoi visitatori per lo splendore del suo borgo rurale di origini medievali, così come la frazione di Pellerzo. Aneddoti e leggende caratterizzano invece la chiesa di San Martino, risalente al XVIII secolo, nella frazione di Bergotto,dove le storie popolari narrano della presenza di streghe che di notte aiutavano i contrabbandieri nella fuga, lungo pericolosi sentieri di montagna. Sulla destra del torrente Baganza troviamo la frazione di Fugazzolo famosa per la sua divisione in due nuclei: quello inferiore è caratterizzato da edifici in pietra con portali cinquecenteschi, mentre quello superiore dalla Chiesa di S. Ciriaco e da una serie di sentieri che portano agli spettacolari “Salti del Diavolo”.

Allontanandosi di pochi chilometri da Berceto, si giunge nella frazione di Corchia, straordinario insediamento che conserva il nucleo medievale, con case in pietra, viottoli lastricati, sottopassi ad arco e un ostello che risale al XII secolo. All’interno del borgo alcuni edifici conservano ancora tracce della lavorazione delle castagne, attività che in passato era fonte di guadagno e sostentamento. Corchia è inoltre il paese natale di Martino Jasoni, noto pittore emigrato negli Stati Uniti a cui è dedicato il Museo “Casa Corchia”. Questa frazione lega la propria storia moderna alle miniere che la vide coinvolta dal 1865 al 1942, in un imponente sfruttamento industriale dei giacimenti di rame. Attualmente sono numerose le inziative e le escursioni per ricordare la dura vita dei minatori.

Meritano una visita anche le altre frazioni di Berceto, per il grande patrimonio architettonico, naturalistico e storico-culturale che sanno offrire: Roccaprebalza, Valbona, Pagazzano, Castellonchio e Casaselvatica.

Di sicuro, chi decide di visitare questo meraviglioso borgo appenninico non avrà modo di annoiarsi, visti i numerosi sentieri e itinerari che permettono di immergersi nella magia di questo gioiello di pietra.

Da gustare

Un’ottima occasione per recarsi a Berceto anche nel periodo autunnale è la cucina tradizionale che offre, tra le sue tipicità, i saporitissimi tortellini, le torte di patate e tante ricette a base di funghi, della tradizione culinaria emiliana.

La ricetta della Spongata bercetese ha dato origine a una leggenda: si narra che, con la complicità di un cortigiano, fu trafugata dalla cucina dei Conti Rossi dove veniva gelosamente custodita. Il bercetese depositario della ricetta, consapevole del suo valore e dei rischi a cui si sarebbe esposto se si fosse sparsa la notizia del furto, la conservò nel segreto e la tramandò come cosa preziosa ai suoi discendenti. Passando di generazione in generazione, è pervenuta alla famiglia di “Venuto” che ancora oggi la custodisce gelosamente. Il vero segreto della ricetta – secondo i bercetesi – è la loro mostarda, altro prodotto tipico.

Un altro prodotto assolutamente da assaggiare per chi si reca a Berceto è il Parmigiano Reggianola cui produzione è ancora oggi artigianale e avviene secondo canoni fissati dalla tradizione, nei caseifici di piccole e medie dimensioni: solo latte e caglio, senza nessun altro ingrediente.

Una presenza tipica dei boschi bercetesi è il fungo Porcino, raccolto nei periodi autunnali. A dimostrazione della copiosa presenza nel territorio e dell’importanza di questo prodotto per gli abitanti, Berceto, insieme ad altri quattro Comuni, è inserito nel circuito gastronomico della Strada del Fungo Porcino di Borgotaro, insignito recentemente del marchio IGP.

Un dolce tipico della frazione di Corchia è la Pattona a cui è dedicata una festa nel mese di agosto: per l’occasione viene cotta nei testi con una base di foglie fresche di castagno, un’ antica tecnica per evitare che la pasta si attaccasse al piano di ghisa, durante la cottura.

 Cosa fare

La Via Francigena è stata una delle arterie viarie principali del Medioevo, parte da Berceto per arrivare a Parma o a Fidenza. La strada Romea, altrimenti detta, non era solo una via di pellegrinaggio per coloro che si recavano dal Nord Europa ai luoghi santi di Roma, ma era una direttrice importante per gli scambi commerciali e per gli eserciti che transitavano in questi territori.

Una sessantina di chilometri attraversano l’Emilia, rivestendo una grande importanza per la storia delle pievi e del romanico nella zona parmense e per la storia dei pellegrinaggi in generale. Il pellegrinaggio portava fino al Passo della Cisa toccando chiese e conventi dove erano situati gli ospizi per l’assistenza ai pellegrini e i luoghi di rifornimento dei generi alimentari.

Camminare a piedi lungo questa antica via, consente di riscoprire i tempi lenti di percorrenza degli antichi sentieri della fede. Le suggestioni non solo religiose, ma culturali e naturalistiche che offre il paesaggio, permettono di scoprire il territorio in modo diverso. A Berceto la Via Francigena attraversa il paese lambendo il duomo medievale, per arrivare al castello e poi preseguire lungo un tratto non asfaltato tra prati e muretti a secco.

Come raggiungerci

In auto:

Da Parma

Entrare in A1 e prendere poi per l’uscita per A15/E31 verso La Spezia/Parma Ovest. Prendere l’uscita Berceto. Imboccare la SS308.

Da Milano o da Bologna

Percorrere l’autostrada del Sole A1 in direzione Parma, prendere lo svincolo per La Spezia, imboccare l’autostrada della Cisa A15, uscire a Berceto, seguire in direzione Berceto.

Da Brescia

Dall’autostrada A21 seguire la direzione Bologna, continuare sull’autostrada A1, seguire la direzione La Spezia/Parma, proseguire sull’autostrada della Cisa A15, uscire a Berceto, seguire in direzione Berceto.

Da Genova

Prendere l’autostrada A12, seguire la direzione per Parma, continuare sull’autostrada della Cisa A15, uscire al casello di Berceto, seguire la direzione Berceto.

Da La Spezia

Percorrere l’autostrada della Cisa A15 in direzione di Parma, uscire a Berceto, seguire la direzione Berceto.

In treno:

La stazione di Berceto è servita dalla linea ferroviaria Parma – La Spezia.

Per consultare gli orari dei treni visitare il sito web delle Ferrovie dello Stato.

In autobus:

Autolinee TEP S.p.A. (Tranvie Elettriche Parmensi): è l’azienda che gestisce il trasporto pubblico urbano ed extraurbano a Parma e provincia. La sede è in Via Taro, 12 (Centralino Tel. 0521/2141; Telefax 0521/214444 – 0521/214333).

Linea 84: Berceto – Lozzola – Roccamurata – Borgotaro

Linea 85: Corchia – Berceto / Pagazzano – Berceto

Linea 88: Berceto – Casaselvatica – Ravarano – Calestano

Linea 90: Berceto – Cassio – Casola – Fornovo di Taro

In aereo:

Aeroporto di Parma (a 55 km circa).

Informazioni

Servizi sul territorio:

I servizi nel Borgo Autentico di Berceto sono: 3 agriturismi, 2 B&B, 4 affittacamere, 4 alberghi, 2 ostelli, 2 campeggi, 25 tra bar, ristoranti e trattorie, centro sportivo comunale con 2 campi di calcio, campo da tennis comunale, centro sportivo parrocchiale “Casa della Gioventù”, 2 piscine, centri sportivi nelle frazioni di Fugazzolo, Casaselvatica e Ghiare di Berceto, 2 biblioteche comunali, 1 circolo, il museo dedicato a M. Jasoni, la possibilità di fare escursioni a cavallo.

Una vacanza nel Borgo

Berceto è un’attrezzata località di soggiorno estivo, ottima partenza per escursioni a cavallo sull’alto Appennino, lungo l’Ippovia delle Valli del Taro e del Ceno.

Ultima tappa sulla Via Francigena prima del valico appenninico, l’antico borgo conserva il carattere e le atmosfere tipiche del medioevo, con case in pietra, palazzi dei secoli XII-XVII e ruderi di un castello.

Gli ospiti del Borgo Autentico di Berceto non devono perdersi uno dei punti di sosta e di culto più importanti della zona: il Duomo, che mostra la sua impronta romanica nel ricco portale e nell’impianto architettonico.

Anche la stagione autunnale rappresenta un’ottima occasione per recarsi in questa meravigliosa zona appenninica, cogliendo l’opportunità di assaggiare ciò che la cucina tradizionale offre, tra cui i saporitissimi tortellini, le torte di patate e tante ricette a base di funghi della tradizione culinaria emiliana.

Assolutamente da provare è la mostarda bercetese, ingrediente fondamentale per un’altra prelibatezza: la spongata. Non si esagera affermando che vi sono tante versioni di mostarda bercetese, quante sono le famiglie che ne custodiscono la ricetta.

A Berceto si arriva comodamente tramite l’autostrada A15 che ha un’uscita proprio nei pressi del comune.

Il Comune è definito dal Sindaco un “paese con 3 porti e 4 aeroporti” ed effettivamente, La Spezia dista solamente 65 km, Genova 150 km, Livorno 140 km. Anche gli aeroporti sono raggiungibili tutti in meno di due ore d’auto: Milano, Bergamo, Parma, Verona.

Se si vuole utilizzare il treno come mezzo di trasporto, si può scendere alla stazione di Parma distante circa una cinquantina di chilometri. Un’importante segnalazione è che la stazione di Berceto è situata a Ghiare, 13 km dal centro del paese.

Dalla città di Parma è poi possibile usufruire dei mezzi pubblici: Autobus di linea urbana ed extraurbana TEP dalla stazione ferroviaria di Parma, linea Parma-Fornovo o Parma-Calestano con coincidenze per Berceto.

Non trascurabile è la vicinanza del comune con alcuni dei centri più importanti dell’Emilia Romagna:

– in meno di un’ora di macchina si raggiunge Parma, con la sua storia e la sua gastronomia;

– con un’ora di viaggio, per gli amanti del benessere si può raggiungere il comune di Salsomaggiore e approfittare delle sue terme;

– in poco più di un’ora si raggiunge la città di Piacenza;

Importante è anche la distanza tra il comune di Berceto e altri punti d’interesse:

– in meno di un’ora si raggiunge Forte dei Marmi, nella splendida Toscana;

– poco più di un’ora occorre per raggiungere l’area marina protetta della Cinque Terre;

Il comune di Berceto mette a disposizione dei propri ospiti, B&B e poderi, per un soggiorno di relax e immersi nel verde della montagna parmense.

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